Abbiamo parlato di Baby Gym e di quanto sia importante muovere i primi passi nel mondo dello sport attraverso il gioco, le capriole, i salti e la scoperta del proprio corpo. Ma cosa succede dopo? Quando i bambini crescono e iniziano a diventare un po’ più consapevoli arriva anche il momento di scegliere e qui si apre un grande bivio: sport individuali o sport di squadra?

Due strade, un unico obiettivo: crescere
Entrambe le opzioni hanno un valore enorme e posso dirlo per esperienza personale perché io stesso ho vissuto entrambi i percorsi. Ho iniziato con il nuoto, uno sport che molti genitori scelgono per i propri figli perché aiuta a sviluppare coordinazione e sicurezza in acqua. In seguito, all’età di 4 anni, mi sono avvicinato al taekwondo: una disciplina che – nonostante sia individuale – mi colpì profondamente durante un’attività di promozione in piazza perché vidi tantissimi bambini e ragazzi collaborare tra loro con entusiasmo. Quest’esperienza mi ha formato sia dal punto di vista tecnico che umano.

Il passaggio decisivo: da “io” a “noi”.
Mi mancava però qualcosa. E quel qualcosa l’ho trovato con il calcio. Per la prima volta non ero più solo in campo. Ogni passaggio contava anche per qualcun altro, ogni azione era parte di un progetto comune. Si vinceva insieme, si perdeva insieme. E questa dinamica è potentissima per un bambino: ti insegna la collaborazione, la comunicazione, il senso di appartenenza. Anche i litigi, le discussioni, le incomprensioni fanno parte del processo di crescita.

La scoperta della pallavolo: un gioco davvero di squadra
La pallavolo è uno sport che ho scoperto quando avevo 11 anni ed è stato in quel momento che ho capito veramente cosa significasse far parte di una squadra. Da quel momento ogni allenamento, ogni partita mi hanno insegnato a mettere il gruppo davanti a tutto; mi hanno insegnato a comunicare, a collaborare e a fidarmi dei miei compagni. La pallavolo non è mai stato uno sport individuale: ogni passaggio, ogni schiacciata, ogni ricezione dipendeva dal contributo di tutti. Dopo tanti anni di allenamenti e sacrifici sono arrivato a giocare in Serie B e successivamente in Serie A3 dove ho vissuto esperienze che mi hanno arricchito sia come atleta che come persona. La pallavolo mi ha insegnato a lavorare in sincronia con gli altri, a superare i miei limiti e a crescere, sia dentro che fuori dal campo.

La competizione? Un’opportunità educativa
Anche la competizione, se ben vissuta, diventa una palestra educativa. Nei giochi di squadra i bambini imparano che si può gareggiare per vincere senza perdere il rispetto per l’altro. Si costruisce uno spirito di appartenenza, si comprende il valore del ruolo, e si inizia a vedere la competizione non come scontro, ma come opportunità di crescita.
Virtus Kids: un progetto per crescere insieme
Ed è per questo che sono felice di mettere la mia esperienza al servizio del nuovo progetto Virtus Kids: sarò il coach del corso di allenamento funzionale per bambini dai 6 ai 9 anni.
Sarà un percorso pensato non solo per avvicinare i bambini al movimento ma anche per farli innamorare del gioco, della fatica condivisa, della gioia di far parte di una squadra. Ogni lezione sarà un mix di forza, coordinazione, lavoro motorio e valori educativi. Insieme svilupperemo le abilità motorie di base, la capacità di collaborare e anche quel pizzico di sana competizione che li aiuterà ad affrontare le sfide della vita.
Pronti a correre, saltare, imparare… e divertirci?
Allenarsi insieme significa imparare a motivarsi, a rispettarsi, a credere l’uno nell’altro. Lo sport non è solo un’attività fisica: è un’occasione per educare alla relazione, alla fiducia e alla resilienza. Ed è questo che proveremo a costruire, passo dopo passo, allenamento dopo allenamento.
Pronti a correre, saltare, imparare… e soprattutto divertirci insieme, superando i nostri limiti, uniti dalla forza del gruppo .
Vi aspettiamo in palestra!
