Dal 29 giugno al 5 luglio ho avuto la possibilità di partecipare al Corso Nazionale per Preparatori Fisici della Pallavolo, al Centro di Preparazione Olimpica di Formia. Una settimana intensa, fatta di 10 ore di lezione al giorno, tantissimi contenuti e pochissimo tempo per staccare. Stancante? Sì. Ne è valsa la pena? Assolutamente.
Eravamo 38 preparatori fisici provenienti da tutta Italia. C’era chi era alla sua prima esperienza e chi invece lavorava già in Serie B, A2 o addirittura in realtà di altissimo livello. Ed è stato proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato di più: il confronto. Non solo con i relatori, ma anche con i colleghi. Ogni pausa diventava un’occasione per parlare di allenamento, confrontare idee, raccontare esperienze e portarsi a casa qualche spunto in più.

Abbiamo avuto la fortuna di ascoltare professionisti che questo lavoro lo fanno ai massimi livelli. Da Massimo Merazzi, preparatore della Lube Civitanova da oltre 15 anni, a Roberto Colli, storico collaboratore di Carmelo Bosco e uno dei massimi esperti nel campo della pliometria, passando per tanti altri relatori che hanno condiviso la loro esperienza senza filtri.
La cosa che mi porto a casa più di tutte è che il mondo dell’allenamento non è una scienza esatta. Esistono principi importanti, certo, ma ho visto professionisti di altissimo livello sostenere idee completamente diverse tra loro. E nessuno aveva per forza ragione o torto. Questo, secondo me, è quello che rende bello questo mestiere: ti obbliga a ragionare, a studiare, a farti domande e a costruirti un tuo pensiero, invece di seguire tutto come se fosse una regola assoluta.

Anche il posto ha avuto il suo peso. Appena entrato nel Centro di Preparazione Olimpica si respirava un’aria diversa. Ovunque c’erano atleti che si allenavano per preparare Europei, Mondiali e Olimpiadi. Tra una lezione e l’altra ho avuto anche il piacere di conoscere Gianmarco Tamberi e vedere da vicino uno dei suoi allenamenti. Da appassionato di sport è stata un’esperienza che difficilmente dimenticherò.

Il percorso si concluderà a ottobre 2026 con l’esame finale ma questa settimana mi ha già lasciato tantissimo. Nuove conoscenze, nuove amicizie, tanti spunti da mettere in pratica e ancora più voglia di continuare a studiare.
Se c’è una cosa che ho capito è che in questo lavoro le competenze sono fondamentali e lo studio non finisce mai. Ma da solo non basta. La vera differenza la fanno il carisma, la capacità di entrare in sintonia con gli atleti e di farsi seguire. Perché allenare non significa solo programmare esercizi ma riuscire a trasmettere fiducia, entusiasmo e credibilità ogni singolo giorno.
