Se avete figli o nipoti o anche solo qualche piccolo amichetto sapete perfettamente cosa stiamo per affrontare in quest’articolo: bambini e smartphone.
Bambini e smartphone: il problema che facciamo finta di non vedere
Inutile girarci attorno: questo tema è l’elefante nella stanza di ognuna delle milioni di case di tutto il mondo in cui vive un bambino. Da genitori ne parliamo, ci scherziamo a volte su, spesso minimizziamo ma la verità è che questo non è solo un tema ma un enorme problema da affrontare e che nessuno ha veramente il coraggio di prendere di petto.
Una dipendenza che ci riguarda tutti
E il motivo è semplice: spesso siamo proprio noi genitori ad essere assuefatti allo smartphone e sembra almeno ridicolo che ci impegniamo a combattere strenuamente una battaglia per i nostri piccoli che per noi stessi non abbiamo neanche preso in considerazione di ingaggiare.
Oggi lo smartphone non è solo un telefono o uno strumento per cercare e condividere contenuti sul WEB: lo smartphone è la chiave per l’allarme di casa, è il modo per pagare in un negozio, è la telecamera che ci permette di controllare il nostro animale domestico, è il dispositivo che ci avvisa se nostra nonna ha avuto un malore; ci connette al lavoro, alla famiglia, agli amici. Lo prendiamo e lo buttiamo via? Si può realmente? E con che cosa lo andremmo a sostituire?
Mi sembra scontato dire che l’impatto degli smartphone nelle nostre vite è un tema enorme da affrontare e non è questo lo spazio adatto ma del modo in cui questo dispositivo influenza i nostri figli – su questo – possiamo provare ad abbozzare una riflessione, e da genitori ed educatori ci tocca almeno provarci.
Perché lo smartphone per loro non è solo un passatempo ma un un frullatore di emozioni, sogni, idee, stimoli.

Bambini e smartphone: un frullatore di stimoli
L’enorme ricchezza del mondo, la varietà degli stimoli che offre, non può competere con quel piccolo contenitore di luci e suoni che in pochi istanti, comodamente, satura ogni tipo di esperienza, riempie la “pancia” con tanti ripetuti bocconi. Il bambino non ha neanche il tempo di assaggiare quello che gli viene offerto, non può scegliere, non ha il tempo di capire o decifrare: gli viene scaricata addosso una tale quantità di roba che ogni sua reazione viene inibita, ogni processo cognitivo azzerato.
Non avete mai fatto caso al modo in cui cambia il loro sguardo quando hanno uno smartphone in mano? Come si opacizza la loro visione delle cose intorno? Come diventano aggressivi quando decidiamo – finalmente aggiungerei – di levarglielo?
I bambini non sono pronti
Non c’è un tempo giusto, una giusta quantità di somministrazione: i bambini fino ai dodici anni – secondo tutte le linee guida – non devono poter fruire degli smartphone.
Non sono prontie non hanno spirito critico, non hanno dighe contro quel fiume in piena che li investe ogni secondo. E tocca a noi proteggerli. Anche se sembra difficile, anche se sembra impossibile, anche se i loro amichetti o cuginetti fanno quello che a loro non è consentito, anche se ci tocca fare la parte dei cattivi.

Bambini e smartphone: ogni famiglia ha la sua battaglia
Da genitori spesso ci siamo chiesti come fare, come comportarci, che misure prendere: ogni famiglia ha i suoi equilibri, una sua intima tela e quello che vale per un bambino o una famiglia può non valere per un altro. Non siamo qua per dare soluzioni, per ergerci a giudici o offrire ricette miracolose. Siamo qua per testimoniare un’esperienza: che è la nostra ma che può essere utile, può offrire una sponda per altre famiglie.
Il movimento come risposta: la nostra esperienza
Quando abbiamo dovuto affrontare lo stesso problema l’esperienza nell’educazione fisica, nella preparazione motoria ci ha dato una mano incredibile. Abbiamo cominciato con la baby gym incassando rifiuti enormi ma resistendo e quando abbiamo visto qualche spiraglio abbiamo esplorato altri mondi.
Un po’ di nuoto in piscina, un’uscita in bici o una domenica di trekking. I rifiuti piano piano diminuivano, i lamenti scemavano, c’erano timidi segnali di incoraggiamento. Non ci siamo fermati. La sensazione era che più erano accattivanti le esperienze all’aria aperta, più erano intriganti le sfide e affascinanti i panorami e si sentiva meno il bisogno di stimoli ulteriori. Dopo poco tempo il cellulare non veniva ormai più cercato.
Virtus Kids: il nostro metodo
Virtus Kids faceva i suoi primi passi e noi ancora non lo sapevamo. Quelle esperienze, quella ricerca è diventata un metodo, un programma che vi proponiamo per migliorare le capacità motorie dei vostri figli, per aumentare la loro percezione del proprio corpo e dell’ambiente circostante, per vivere una “vera” realtà aumentata, la loro, la vostra, insieme.
