Labbra ipertrofiche, glutei che ricordano i Super Santos della nostra infanzia, addominali talmente scavati da offrire riparo ai piccioni e una geografia di vene che percorrono il corpo in lungo e in largo a ricordarci che la massa grassa può sparire del tutto se lo desideriamo. Come i peli del resto.
E poi rughe spianate dai caterpillar anche a 95 anni, denti bianchissimi, capelli ovunque e sempre del colore più brillante.
Questo oggi è il Wellness. Oggi dobbiamo stare bene e stare bene oggi vuol dire una cosa soltanto: essere perfetti.

Freschi come rose, tirati a lucido, pompati ma definiti. Dotati di una buona mobilità, una discreta forza, una certa reattività. Stiamo diventano la versione migliore di noi stessi, la versione migliore della specie umana.
Ci stiamo evolvendo verso qualcosa che assomiglia alla versione un po’ più patinata di Superman: un incrocio tra Kal-El e Ridge di Beatiful che va al Gran Ballo in compagnia di Miss Bikini composta al 50% di plastica e al 50% di farro.
Fermi tutti!

Fate un giro sui vostri social preferiti: solo a me la faccenda inizia a inquietare un pochino?
Eppure lavori nel settore – direte voi.
Certo! Ed è proprio per questo che forse riesco a mettere a fuoco la situazione in modo più preciso. E la domanda che mi pongo è: quanto vicino possiamo arrivare a questo ideale di perfezione che ci vendono ogni giorno prima che le ali si stacchino e ci troviamo a precipitare nel vuoto?
Paura, insoddisfazione, ansia, vergogna, senso di inadeguatezza: questo è il vuoto di cui parlo.
In questo senso la nostra campagna comunicativa sviluppata con la collaborazione di Ceppeland è un elogio alla normalità, all’imperfezione, allo sbaglio, un inno alla realtà.
Ma è maledettamente reale
Guido non ha la forma fisica ideale – e sta lavorando duramente per rientrare in un range accettabile dal punto di vista della salute – ma è maledettamente reale. Nell’accezione più meravigliosa di questa parola.
E non è meno sano – anche se in sovrappeso – dei bodybuilders che hanno lo stesso peso in muscoli (e non mi dilungo), non è meno sano di una ragazza magra ma che soffre di bulimia, non è meno sano – a parer nostro – di chi insegue la versione migliore di sé stesso a tutti i costi. E la gente sembra stia cominciando a capirlo.
